Di Battista annuncia: "Non mi candido per le Europee" e attacca la Lega di Salvini - BlogItalia.News
ROME, ITALY - 2016/05/28: Alessandro Di Battista during the election campaign of Virginia Raggi in Rome. (Photo by Andrea Ronchini/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Di Battista annuncia: “Non mi candido per le Europee” e attacca la Lega di Salvini

Di Battista intervista a “Che tempo che fa” parla delle prossime europee e della Lega di Salvini

«Sembrerà strano: amo la politica ma preferisco farla fuori dalle istituzioni. Non mi candiderò quindi alle Europee. Sto vedendo che si può incidere anche dal di fuori». Così Alessandro Di Battista spiega a Fabio Fazio nell’intervista andata in onda durante il programma televisivo “Che tempo che fa” su Rai 1.

L’ex deputato del M5S, annunciando un nuovo viaggio (questa volta in India), tocca molti temi caldi dell’attuale politica giallo verde.

Fino ad oggi l’Europa non si è mai unita, era un consesso di burocrati. Se il M5S odiasse l’Europa, non si presenterebbe alle Europee. Quando non c’erano le Province, non ai alle provinciali non c’eravamo” dice Alessandro Di Battista sostenendo che le priorità europeesono che l’Europarlamento (”unico organo democratico eletto”) deve avere più potere; l’Ue deve avere un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, al posto della Francia; si deve intervenire sui “costi ridicoli su questa istituzione che, fino ad oggi, non ha fatto gli interessi dei cittadini”.

La Tav «è la più grossa sciocchezza che possa fare questo Paese:non si possono spendere 20 miliardi di euro quando occorrono infrastrutture che servono ai cittadini al Nord, al Centro e al Sud». Lo ha detto Alessandro Di Battista a Che Tempo che fa dove ripete: «la Tav non si farà mai».

Alessandro Di Battista affronta il dramma dell’immigrazione invitando a «valutare, ahimé, saranno frasi forti, se la presenza di alcune imbarcazioni che lanciano il messaggio `salviamo chiunque´ non favorisca, ahimé come in queste ultime ore, l’aumento di gommoni e bagnarole che prendono, partono, poi scuffiano – cioè si capolvogono, ndr – e ci sono morti in mare».

«Dobbiamo valutare questo – aggiunge dallo studio di Che Tempo Che Fa – perché concettualmente siamo tutti d’accordo sulla necessità di salvare le vita ma occhio che è complicato. Se oggi lanciassimo all’Africa che chiunque può prendere e partire e verrà salvato in mare, credo che ci sarebbero più morti in mare».

«In questo momento salverei le persone e le porterei a Marsiglia». Poco prima aveva stracciato in diretta – «è un facsimile», aveva precisato – una banconota di Cfa, ogi citatissima, trasversalmente, come «moneta del neocolonialismo francese». Alessandro Di Battista contiene la foga ma non parla a caso: quando Fabio Fazio gli domanda se non sia meglio aprire i porti italiani per evitare stragi in mare, l’ex deputato M5s punta dritto sull’Eliseo.

«Perché – spiega a Che Tempo Che Fa – sino a che non si creerà, sì, sarà una cosa forte, un incidente, anche diplomatico, nei confronti della Francia, qua succederà sempre che l’Italia sarà lasciata sola ad avere queste responsabilità».

Vede, Di Battista, un dibattito «tutto centrato su cosa farà l’Italia» e dunque «clamorasamente sbagliato: occorre sapere e valutare chi ha le responsabilità, fermo restando che le vite umane si salvano come sono state regolarmente salvate in questi anni. La tragedia, immane, dei giorni scorsi è avvebuta negli ultimi 5 anni sotto tutti i governi. Che Letta le voleva far affogare quelle 350 persone? Assolutamente no, come non vogliono farlo Di Maio o Salvini. Ma si tratta di capire quale è la politica giusta affinché i morti in mare diminuiscano e gli africano possano avere il diritto più importante, quello di stare a casa loro».

«Non sono qui a difendere Salvini ma mi dite che i morti in mare, a 30/40 km dalle coste libiche sono responsabilità del governo italiano? La Guardia Costiera italiana quanti ne ha salvati»?, domanda Di Battista che invita a «capire di che tipo di aiuti c’è necessità», mette in guardia dal «rischio che tornino politiche pelose come `aiutiamoli a casa loro´, un’oscenità».

«Si tratta di far sì che francesi tornino a casa loro», ribadisce l’ex deputato, puntando sull’attuare «politiche affinché l’Africa abbia sviluppo e, contestualmente, salvare vite umane».

A questo proposito, ricollegandosi alla situazione in atto in queste ore, Di Battista si limita a dire che «questo lo sa meglio il presidente del Consiglio che – precisa – sarà in contatto con i servizi segreti, e Toninelli, ma pare che in questo momento ci siano delle imbarcazioni…».

Di Battista non attacca il ministro dell’Interno neanche sulla questione dei fondi della Lega: «I 49 milioni? Questi soldi appartengono a me, a lei e a tutti gli elettori della Lega che dovrebbero spingere Salvini, che non ne è responsabile, a restituire soldi che appartengono a tutta la collettività»

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FONTE: https://www.lastampa.it/2019/01/20/italia/che-tempo-che-fa-di-battista-non-mi-candido-alle-europee-la-lega-restituisca-i-milioni-mvhvHRH2ImIuqoYP2MwlmN/pagina.html
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