Di Maio: "Europee firmeremo il manifesto con polacchi, finlandesi, gilet gialli e croati" - BlogItalia.News

Di Maio: “Europee firmeremo il manifesto con polacchi, finlandesi, gilet gialli e croati”

Luigi Di Maio – Il vicepremier a Bruxelles: “A febbraio firmeremo il manifesto comune”

“Eccomi, proviamo a parlare”. Nel tardo pomeriggio, Luigi Di Maio risponde da Bruxelles. In città è andato ieri mattina, a definire accordi per il nuovo gruppo europeo. Incontri blindati, quindi lontano dal Parlamento europeo. Da Roma, l’eco della vicenda Carige. Dalla Francia, l’Eliseo che morde: “Quello di Di Maio sui Gilet gialli non è un commento gradevole, pare comunicazione elettorale a fini interni”.

Ha aperto ai Gilet gialli per distogliere dai problemi italiani?

No. Sto formando un gruppo per le Europee. E nei prossimi giorni incontrerò anche alcuni dei Gilet gialli.

Quando? E soprattutto chi?

Non dico quando e con chi. Stiamo organizzando un contatto, di certo con la parte che crede nell’impegno politico non violento. Se vogliono candidarsi alle Europee, io intendo spiegare loro che gruppo vogliamo creare. Non capisco però: Macron può lavorare ad alleanze in Europa, mentre io facendolo commetterei lesa maestà?

Non è certo solo questo: da lei sono arrivati duri attacchi al leader di un altro governo eletto.

 

È stato Macron a dare inizio alle danze, visto che il giorno dopo il nostro insediamento al governo ha cominciato a parlare di “populisti vomitevoli” e di “lebbra”.

Ma i Gilet li incontrerà assieme ad Alessandro Di Battista?

Dipenderà dai rispettivi impegni, vedremo se potrà. Di certo Alessandro sarà con me durante tutta la campagna. E anche Davide Casaleggio ci supporterà mettendo a disposizione Rousseau.

Un vostro senatore, Gianluigi Paragone, ha dichiarato: “Il caso Carige non può finire come tutti i casi trattati dai governi precedenti, se vogliamo evitare l’autogol facciamo i gilet gialli”. Vi invita a non perdere l’anima?

Gianluigi ha ragione, dobbiamo sempre stare molto attenti. Ma quella di Carige non è un salvataggio, è una nazionalizzazione. La regola è una: se lo Stato mette i soldi in una banca, quella banca diventa dello Stato. Lo abbiamo sempre sostenuto. E comunque per ora non ci abbiamo messo un euro. Di certo non la ripuliremo per venderla, e non faremo favori a qualche azionista che si è rifiutato di ricapitalizzare.

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La vostra base però è molto disorientata, anche a leggere i social. “Avete fatto come il Pd”, dicono.

Se raccontano che abbiamo salvato una banca quando non ci abbiamo messo un euro è ovvio che la gente sia disorientata. Ma la verità è quello che conta: la nostra operazione non c’entra nulla con processi di salvataggio del passato. Non faremo perdere soldi ad azionisti e correntisti. Qualcuno vuole rifarsi una verginità, ma le responsabilità dei precedenti governi su Etruria e Venete sono chiare.

Chi ha incontrato a Bruxelles?

Abbiamo visto i polacchi del Kukiz’15, guidati da una rockstar, Pawel Kukiz. Poi i croati di Zivi zid (considerati populisti, ndr), che sembrano quasi noi, con un leader nato nel 1990, e i finlandesi di Liike Nyt (che Casaleggio aveva visto a novembre, ndr).

 

FONTE: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/gruppo-con-polacchi-finlandesi-e-croati-e-voglio-i-gilet-gialli/
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