Di Maio meglio di Salvini, ecco il decreto Di Maio-Bonafede rimpatri molto più rapidi, richieste di asilo più controllate - BlogItalia.News

Di Maio meglio di Salvini, ecco il decreto Di Maio-Bonafede rimpatri molto più rapidi, richieste di asilo più controllate

Pronto il decreto Di Maio-Bonafede per velocizzare la tempistica sui rimpatri

I ministri degli Esteri Luigi Di Maio e della Giustizia Alfonso Bonafede presentano il decreto ministeriale con cui il governo interviene sul tema dei migranti (LO SPECIALE). La conferenza stampa di presentazione del decreto è prevista per le 11 alla Farnesina. Già nei giorni scorsi Di Maio aveva annunciato “novità” sul dossier e ieri è intervenuto in un programma tv a Rete4 per anticipare alcuni temi: in particolare sono attese misure per i rimpatri.

Di Maio: decisioni su rimpatri in 4 mesi
“Chi non può stare in Italia, non possiamo aspettare due anni per rimpatriarlo, il decreto dice che in 4 mesi, non più in due anni, si può capire se una persona può stare qui o se deve essere rimpatriata”, ha spiegato Di Maio. “Sui rimpatri siamo fermi all’anno zero, iniziamo mandando un messaggio: guardate che è inutile che venite, se non avete i requisiti per la domanda di asilo, perché in maniera democratica vi mandiamo indietro”, dice il ministro che aggiunge come si tratti di “concerto con il premier, con il ministro dell’Interno, è un lavoro di squadra e fa parte del programma di governo”.

Di Maio: decreto non lede diritti, supera burocrazia
“Questo decreto non va a ledere nessun diritto umano, è una questione legata a procedure farraginose rispetto a Paesi, anche del Mediterraneo, che sono Paesi con cui lavoriamo e commerciamo tutti i giorni”. spiega Di Maio. “La redistribuzione dei migranti non può essere la soluzione definitiva ma dobbiamo fare più accordi con democrazie che votano, con Paesi con cui abbiamo fatto accordi commerciali. Possiamo metterci d’accordo per dire: ‘se arrivano barchini sulle nostre coste noi velocemente te li rimandiamo indietro, così lo fai una volta, due, ma alla terza non lo fai più’”. “Prima si perdeva tempo – ha aggiunto – e poi la comunità internazionale ci diceva ‘non potete avviare meccanismi di rimpatrio se prima non è finita la procedura che deve dire se una persona è perseguitata o no’. A volte questo meccanismo è durato 3 anni”. Infine Di Maio ha annunciato che a breve andrà “in Paesi come la Tunisia e dire: ‘acceleriamo, non dobbiamo portarveli necessariamente con i charter dieci alla volta, ogni mese. Così non finiremo mai più’. Invece acceleriamo e facciamo accordo più veloci, in fondo la Tunisia è di fronte all’Italia”.

Cosa prevede il decreto
I punti chiave del decreto sono l’allargamento e la certificazione della lista dei Paesi sicuri e l’accelerazione delle procedure sul territorio italiano. Il decreto ministeriale, che quindi non passerà dal via libera del Consiglio dei ministri, parte dai rimpatri. Indiscrezioni, al momento non confermate, parlano dell’individuazione di una lista di Paesi sicuri più larga di quella alla quale finora si è fatto riferimento. Lista che potrebbe includere, ad esempio, anche la Tunisia. In questo senso, il “gancio” giuridico alla misura potrebbe essere la direttiva europea 2013/32, che dà ai Paesi membri una certa discrezionalità sull’individuazione dei Paesi sicuri e alla quale ha fatto riferimento anche il decreto sicurezza. Prevedibile, inoltre, che nel provvedimento sia prevista anche un’accelerazione delle procedure per la definizione dei Paesi d’origine da parte delle commissioni territoriali. E al decreto Di Maio ha intenzione di accompagnare un pacchetto di accordi proprio con i Paesi africani “teatro” delle partenze per l’Europa attraverso i porti libici.

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FONTE: https://tg24.sky.it/politica/2019/10/04/migranti-decreto-di-maio-bonafede-rimpatri.html
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