Giuseppe Conte e la sua pazienza con Salvini che a detta di Palazzo Chigi crede di essere un superuomo - BlogItalia.News

Giuseppe Conte e la sua pazienza con Salvini che a detta di Palazzo Chigi crede di essere un superuomo

Da Palazzo Chigi arriva il pensiero su Salvini: “Crede di essere un superuomo”, il premier Conte stanco dei suoi modi di fare, dichiara di avere troppa pazienza

«Io sono un uomo di Stato e servo solo l’interesse degli italiani». Consapevole di aver una forza inedita nei sondaggi, che lo danno ancora fra i presidenti del Consiglio più apprezzati della storia recente, anche in questo modo Giuseppe Conte, con i suoi collaboratori, si scrolla di dosso le pressioni e gli scontri fra le due anime della maggioranza. Più queste crescono, coinvolgendo ora anche la sua persona, accusato negli ultimi giorni dai leghisti di essere troppo sbilanciato sui 5Stelle, più Conte fa spallucce: «Parlano i fatti, e io ho una pazienza infinita».
Anche se all’esterno appare e non appare, l’atmosfera a Palazzo Chigi non è mai stata più pesante. Fra Di Maio e Salvini volano in pubblico reciproci schiaffoni mediatici, in una corsa costante e crescente a intestarsi le cose fatte, l’azione di governo, quelle ancora da fare. In mezzo, potenziale vaso di coccio, il presidente del Consiglio, che non ha mai fatto mistero di saper incassare più della media.

 

Di sicuro nel suo staff personale attribuiscono alle parole, ai comportamenti e al profilo mediatico di Matteo Salvini gran parte del terremoto strisciante in cui ormai vive la maggioranza. Anche sullo sblocca cantieri, approvato salvo intese, dunque in modo provvisorio, la scorsa settimana, sono volate parole grosse, accuse reciproche, persino il sottosegretario legista Giancarlo Giorgetti è finito nel mirino di alcuni collaboratori di Conte, per aver previsto all’ultimo momento norme che non erano state discusse in modo preventivo.
Forse nei prossimi giorni potrebbe essere necessario un incontro chiarificatore fra Conte e Salvini, con il secondo accusato ormai apertamente a Palazzo Chigi di «comportarsi come un superuomo», di aver assunto un profilo e un metodo poco istituzionali, che non fanno che arrecare danni all’attività del governo, in primo luogo nella preparazione, nella discussione e infine nell’approvazione dei provvedimenti. La critica – è la tesi dei ministri 5stelle che anche Conte condivide, soppesandola con un misto di sconforto e accettazione – è sempre gratuita, a portata di mano, la collaborazione fattiva invece non esiste. Da parte della Lega.

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Troppo facile, dicono ormai senza peli sulla lingua nell’entourage di Conte, evocando anche scenari di crisi, per la prima volta, del resto nello giorno in cui li evoca Salvini: il ministro dell’Interno per esorcizzarli, dire che non gli appartengono, l’altra ala della maggioranza invece con il sospetto che sia proprio il vicepremier leghista ad accarezzare ormai uno scenario di rottura, e di stare costruendo un percorso che avrà in un pretesto politico costruito ad arte la sua meta.
«Io ho l’onore e l’onere di fare il capo del governo», si è schermito tre sere fa con i cronisti, a Bruxelles, Giuseppe Conte. Gli chiedevano davvero se avesse in mente di fare un suo movimento, «mai una cosa è stata più lontana dalla mia testa», è stata la risposta. Governare però è diventato sempre più un onere, in salita.

FONTE: https://www.corriere.it/politica/19_marzo_23/conte-stanco-polemiche-salvini-non-faccia-superuomo-b3a6d832-4d9e-11e9-8911-13a101900170.shtml

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