L'UE boccia ancora l'Italia, Moscovici: "Il 2,04% non basta!! Italia no come Francia" - BlogItalia.News

L’UE boccia ancora l’Italia, Moscovici: “Il 2,04% non basta!! Italia no come Francia”

Manovra, ancora problemi, Moscovici boccia e chiede ulteriori sforzi sul deficit sceso al 2,04%

“Non ci siamo ancora”. Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici boccia l’ultima proposta di Bilancio del governo italiano che calcola di abbassare il deficit per il 2019 dal 2,4% – preventivato nella bozza di manovra rigettata da Bruxelles – al 2,04%. Un taglio dello 0,4 per cento che agita la base di leghisti e pentastellati ma che per l’Europa non sarebbe sufficiente. Si attende naturalmente una valutazione ufficiale dei conti che ieri il premier Giuseppe Conte e il ministro Tria hanno illustrato al presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Il professore ieri si diceva ottimista sull’esito della negoziazione: gli emendamenti del governo alla manovra arriveranno “nei prossimi giorni”, ha affermato, e “confidiamo” di approvare in via definitiva il testo in Parlamento “prima di Natale”.

Le parole di Moscovici però fanno presagire che la questione non è affatto chiusa. Il commissario ammette che quello dell’Italia “è un passo nella giusta direzione ma voglio dire che non ci siamo ancora. Ci sono ancora passi da fare, forse da entrambe le parti”.

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Segnali di apertura arrivano dai vertici della Commissione. Il dialogo con l’Italia è “costruttivo e va avanti”, rassicura il vice presidente della Frans Timmermans. E per il leader del PPE e candidato alla presidenza Manfred Weber, “la disponibilità a raggiungere un compromesso è un segnale positivo per l’Europa e la stabilità”.

Moscovici è tornato poi sul deficit della Francia. Ieri il commissario aveva aperto allo sforamento della soglia del 3% in via “eccezionale” da parte di Parigi. Oggi ripete il concetto:  “ll superamento deve essere il più limitato possibile”. Ma è comunque contemplato, diversamente dal caso italiano. Non si tratta, dice, di “un trattamento privilegiato”. Non si può comunque “scendere a compromessi con le regole”, semmai “applicarle in modo intelligente, flessibile e sottile”. Anche Timmermans assicura che non ci sono differenze: “Valutiamo le situazioni dei paesi membri nella stessa maniera”.

 

FONTE: https://www.quotidiano.net/economia/manovra-ultima-ora-1.4343041
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