Matteo Salvini:"Non siamo più ai tempi di Berlusconi "e certifica lo strappo - BlogItalia.News

Matteo Salvini:”Non siamo più ai tempi di Berlusconi “e certifica lo strappo

Matteo Salvini,  parlando del comportamento tenuto da Forza Italia a livello nazionale fa quello che fa il Pd”, dice al Corriere il vice premier,

Lo strappo consumato e ormai esplicitato è in due passaggi dell’intervista al Corriere della Sera. Matteo Salvini, a Bormio con la figlia Mirta, parla di riforma della giustizia e dice: “Non siamo più ai tempi di Berlusconi, non c’è più il muro contro muro”. Parlare del principale alleato di centrodestra come di un passato che non può tornare sarebbe già sufficiente, ma il leader della Lega chiarisce il suo pensiero anche parlando del comportamento tenuto da Forza Italia in questi mesi all’opposizione del Governo gialloverde: “A livello nazionale Forza Italia fa quello che fa il Pd. Ciascuno fa le sue scelte, ma mi pare che gli italiani abbiano fatto una scelta chiara” afferma il vice premier, che non mostra alcuna nostalgia del centrodestra che pure continua a governare insieme a livello locale
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“Non vedo pericoli per il governo nei prossimi mesi” dice Matteo Salvini al Corriere, che mette in cima alla lista delle priorità la riforma della legittima difesa e non teme lo scontro con il Movimento 5 Stelle sull’autonomia regionale, cavallo di battaglia leghista.
Oggi ho sentito
e Fontana, non mi pare fossero in ansia. Ci sono altri governatori che bussano per l’autonomia, e questo è un bene” … “Noi stiamo lavorando nei termini della Costituzione. Il 15 gennaio tutti i ministri finiranno il loro compito, inclusi quelli dei 5 stelle. Il 15 febbraio arriverà la proposta del governo e poi, dato che questo è un dialogo, ci saranno trattative regione per regione con Conte e il governo. È chiaro che la Lega è vicina ai governatori e ai sindaci: è la nostra ragione di esistenza. Ed è normale che tra i 5 stelle ci sia qualcuno meno convinto. Ma l’importante, come nel contratto di governo, è il mettere la prima pietra”.
E poco conta se sulle colonne della Repubblica il governatore lombardo Attilio Fontana dice chiaro e tondo che “se il M5S dice no” all’autonomia regionale “cade il Governo”, perché “noi (leghisti) ingoiamo il reddito” di cittadinanza e “ora tocca a loro”. Salvini è convinto che non ci saranno problemi con il Movimento e non vede come un problema i tempi più lunghi del previsto.

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“Francamente, se arriviamo entro marzo saranno passati 9 mesi dalla nascita del governo. Se mi avessero detto che avremmo avuto il superamento della Fornero, le norme sulla sicurezza, la riforma del codice degli appalti, non ci avrei creduto. E stiamo mettendo mano anche alla riforma della giustizia”.

Altra riforma in cantiere, in fatti, è quella della giustizia.

“Sono decenni che se ne discute. La differenza positiva è che oggi sulla questione c’è meno ideologia. Non siamo più ai tempi di Berlusconi, non c’è più il muro contro muro”.

Capitolo 5 Stelle. Salvini bacchetta chi sul blog delle Stelle ha parlato di “vero e proprio terrorismo” mediatico e psicologico e non mostra preoccupazione per il ritorno in campo di Alessandro Di Battista.

“La parola terrorismo non va usata, evoca i morti e non va bene. Detto questo è oggettivo che dal primo giugno, non eravamo ancora entrati in ufficio che per gran parte dell’informazione c’era un governo di incapaci litigiosi. Fortunatamente nel 2018 gli italiani hanno tanti modi di informarsi. Ma se uno avesse dovuto votare soltanto gli ospiti di Fabio Fazio, la Lega non sarebbe in Parlamento”… “Di Battista sta girando il mondo ed è pagato per farlo. A modo suo, è geniale…”

Capitolo Europa. Salvini punta forte sull’alleanza sovranista per cambiare le carte in tavola a Bruxelles.

“Io spero che questa sia l’ultima manovra con una lunga e complicata trattativa con Bruxelles, spero che quel potere di veto sia superato… Per me, il grande nemico è la cosiddetta sinistra, che negli ultimi anni ha difeso soltanto le elite, i poteri forti, banche e finanza. L’obiettivo è far uscire la sinistra dalla stanza dei bottoni, le alleanze le decideranno gli elettori. Di certo, l’Italia chiederà un commissario che si occupi di economia o di lavoro o di agricoltura, non di filosofia”.

FONTE: https://www.huffingtonpost.it/2018/12/31/matteo-salvini-certifica-lo-strappo-non-siamo-piu-ai-tempi-di-berlusconi_a_23630286/?fbclid=IwAR0F2IxOg_9ZuaQPL4HrVWRbM3EUZCeL5vsn7_um4skqha6X2-X4AQdNZgE
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