Siria, Erdogan minaccia l'EUROPA: "Vi faccio arrivare milioni di profughi" intanto negli scontri muore il primo militare turco - BlogItalia.News

Siria, Erdogan minaccia l’EUROPA: “Vi faccio arrivare milioni di profughi” intanto negli scontri muore il primo militare turco

La Turchia di Erdogan ha iniziato gli attacchi di guerra in Siria, tante già le vittime anche tra i civili, l’UE non è d’accordo ma il presidente “Sultano” Erdogan minaccia l’Europa. Intanto muore il primo soldato turco

Mentre la Farnesina si accoda agli altri Paesi europei e convoca l’ambasciatore turco, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio fa trapelare che «ogni tipo di ricatto di Erdogan è inaccettabile sia per l’Italia che per l’Unione Europea», e che «già lunedì prossimo proprio la Ue dovrà necessariamente affrontare la questione in modo unitario» e svincolarsi da un ricatto, quello turco, che non è solo sui migranti ma è anche finanziario.

Sia lunedì i ministri degli Esteri della Ue, sia giovedì prossimo al Consiglio europeo, infatti, il ricatto di Erdogan verso la Ue potrebbe benissimo raddoppiare. La Turchia ha già intascato 6 miliardi di euro di aiuti per gestire i campi profughi, versati in tre tranche, ora sta di nuovo battendo cassa, tanto che la settimana scorsa sia il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, sia il commissario uscente all’immigrazione, Dimitri Avramopoulos sono stati ad Ankara proprio per ridiscutere il patto finanziario siglato dalle autorità turche con Bruxelles tre anni fa.

Insomma la Ue si trova in qualche modo sotto scacco e in più c’è anche il ruolo della Turchia nella Nato a complicare le cose: l’organizzazione atlantica è stata informata dell’offensiva e sia a Palazzo Chigi che alla Farnesina, al di là della preoccupazione e della protesta, si ascoltano anche tesi di parziale condivisione delle mosse di Erdogan, del tipo «comprendiamo le loro legittime esigenze di sicurezza, ma ogni mossa va fatta con proporzione». Insomma già lunedì prossimo i ministri degli Esteri della Ue oltre a condannare le mosse militari e sproporzionate di Erdogan potrebbero essere costretti a parlare di nuovi finanziamenti, tanto più che il ricatto di Erdogan, per quanto definito «inaccettabile» da tutti gli attori europei, ovvero quello di riversare i profughi proprio verso la Ue, sta già spostando l’attenzione sulle rotte migratorie, dal centro del Mediterraneo al contesto siriano.

Proprio per questo è improbabile che la Ue reagisca alle minacce di Erdogan minacciando a sua volta Ankara di chiudere i rubinetti dei finanziamenti. Lo ha fatto Jean-Claude Jucker, presidente uscente, ma nessuno finora gli è andato dietro. Troppo delicato il contesto geografico, umanitario, con un corollario di interrogativi sulla reale gestione dei fondi ricevuti dalla Ue che hanno suscitato numerose inchieste.

Non sono pochi i progetti finanziari che non hanno mai visto la luce, così come non è proprio ortodosso il trattamento che ricevono alcune Ong che non sono allineate con il regime di Ankara. In Turchia attualmente vengono ospitati più di 3,5 milioni di profughi, spesso in condizioni che non hanno alcuna aderenza con i finanziamenti ricevuti da Ankara. I primi tre miliardi di euro per la Turchia sono stati interamente versati alla fine del 2018, nello stesso anno è arrivato il via libera ad altre due tranche di due miliardi e di un miliardo di euro. Quando Erdogan minaccia la Ue di invaderla di profughi sa di avere il coltello dalla parte del manico e sa anche che la risposta della Ue non potrà che essere diplomatica, perché in questo momento è come se Bruxelles sia finita in un cul de sac, in cui al massimo può chiedere moderazione nell’offensiva.

 

FONTE: https://www.corriere.it/esteri/19_ottobre_10/siria-ricatto-erdogan-ue-nuovi-aiuti-o-fara-partire-profughi-71447dea-eb8d-11e9-8467-215634c3e34d.shtml

La turchia attacca i civili, lo dice una comandante curda, premi play e guarda il video

 

Muore il primo soldato turco

Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che è stato ucciso il primo soldato turco dall’inizio delle operazioni della Turchia nel nord-est della Siria. Altri tre sono rimasti feriti. Ieri le forze curdo-siriane avevano dichiarato che cinque militari turchi erano stati uccisi nelle ultime ore.

La deputata repubblicana al Congresso Usa, Liz Cheney, è pronta a presentare nei prossimi giorni una legge che impone sanzioni alla Turchia per l’attacco alle milizie curde. La figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney, nonostante sia una delle più strette alleate di Donald Trump, si è unita al coro delle critiche contro il presidente per aver abbandonato gli alleati curdi. Oltre 20 deputati repubblicani avrebbero già espresso sostegno alla sua proposta. Tra questi il leader della minoranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy.

“La possibilità di imporre sanzioni alla Turchia è sul tavolo e l’Ue ne discuterà al Consiglio europeo della settimana prossima”: lo ha ai microfoni di France Inter, la viceministra per gli Affari europei francese, Amelie de Montchalin. La de Montchalin ha aggiunto che “non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili, per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione”.

 

FONTE: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2019/10/11/siriapronta-proposta-sanzioni-a-turchia_9e691542-b595-4297-b458-1c804380bfe2.html
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